Ciclo conferenze prevenzione e cura in medicina

2020-11-25 14:49:31

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Nonostante la forte pressione esercitata dalla pandemia di COVID-19 il futuro utilizzo di un vaccino deve essere necessariamente preceduto da studi rigorosi che richiedono il tempo necessario per valutarne l’efficacia e la sicurezza.

A causa della recente scoperta del virus e della difficoltà di prevedere il tipo di risposta immunitaria prodotta, le strategie adottate risultano molto diversificate fra loro e, di conseguenza, il tipo di vaccino in grado di proteggere dall’infezione. In particolare, i ricercatori stanno lavorando su tre tipologie di vaccini:

Vaccino a RNA: si tratta di una sequenza di RNA sintetizzata in laboratorio che, una volta iniettata nell’organismo umano, induce le cellule a produrre una proteina simile a quella a quella verso cui si vuole indurre la risposta immunitaria (producendo anticorpi che, conseguentemente, saranno attivi contro il virus)

Vaccino a DNA: il meccanismo è simile al vaccino a RNA. In questo caso viene introdotto un frammento di DNA sintetizzato in laboratorio in grado d’indurre le cellule a sintetizzare una proteina simile a quella verso cui si vuole indurre la risposta immunitaria

Vaccino proteico: utilizzando la sequenza RNA del virus (in laboratorio), si sintetizzano proteine o frammenti di proteine del capside virale. Conseguentemente, iniettandole nell’organismo combinate con sostanze che esaltano la risposta immunitaria, si induce la risposta anticorpale da parte dell’individuo.

Alla data del 9 novembre, sono almeno 87 i candidati vaccini che si trovano attualmente nella fase dei test pre-clinici su animali, mentre per un’altra cinquantina si è già passati alla sperimentazione umana. Al momento, sono 11 i prototipi di vaccini che hanno già raggiunto la fase 3, l’ultima prima dell’approvazione, quella che prevede l’inoculazione a migliaia di volontari, mentre altri 6 hanno ottenuto un’approvazione per un uso limitato. Gli annunci delle case Farmaceutiche ci danno speranza e l'inzio del 2021 sarà segnato dalle prime sperimentazioni su volontari. Se ci sono voluti 2 secoli per eradicare il vaiolo forse 2-3 ani per il SARS-COV2 sono da mettere in conto.